No alla Legge Pillon, Il 10 novembre manifestazione anche a Varese

Sabato 10 novembre sarà una giornata di mobilitazione nazionale contro il Disegno di legge Pillon su separazione e affido.  L’appuntamento a Varese è alle  17 in Piazza del Garibaldino e vedrà la partecipazione del movimento delle donne e di numerose realtà associative.

Gli organizzatori della mobilitazione varesina  affermano che gli intenti del Disegno di Legge sono quelli  di rendere la separazione e l’affido un campo di battaglia permanente e di disincentivare il divorzio, con l’introduzione della mediazione obbligatoria , che rappresenterà un ostacolo per i meno abbienti.

Un elemento centrale nel DDL Pillon è proprio l’introduzione  in caso di separazione,  della mediazione famigliare obbligatoria stabilita dall’art. 7. Le coppie con figli minori saranno obbligate a ricorrere ad un mediatore e se un primo incontro sarà gratuito gli altri saranno a pagamento.  I genitori con figli minori  dovranno prevedere in oltre un “piano genitoriale concordato” che dovrà stabilire in maniera rigida “ i tempi e le attività della prole e i relativi capitoli di spesa”. L’introduzione di questo strumento prevede la contestuale abolizione dell’ assegno forfettario, sostituito da una cifra calcolata sulla base dei bisogni previsti dal piano stesso.

Le associazioni che hanno organizzato il presidio individuano molteplici profili di criticità:

  • il disegno di legge viola la Convenzione di Istanbul che prevede, nelle situazioni di violenza e maltrattamento, il divieto di mediazione familiare.
  • I figli e le figlie non potranno esprimere il loro parere e diventeranno ostaggio di un costante negoziato sotto il ricatto del mantenimento diretto e del piano genitoriale    con doppio domicilio.
  • Le donne, la parte in genere economicamente più debole, rischiano di trovarsi sottoposte ad un ricatto economico e ad una situazione di grande precarietà, intrappolate in un percorso lungo e complesso. Nei casi di violenza domestica , se la violenza “non è comprovata” (la proposta di legge non specifica il significato dell’espressione), i bambini e le bambine saranno costretti ad avere rapporti con il padre violento. Una donna che denuncia la violenza subita, se sospettata di manipolare i figli contro il coniuge, rischia di perdere la «responsabilità genitoriale».

Il disegno di legge Pillon, oltre ad aver provocato la mobilitazione nazionale di numerose associazioni e di singole/i cittadine/i che culminerà nelle manifestazioni di sabato prossimo, ha attirato l’attenzione  delle relatrici speciali dell’Onu Dubravka Smonovic e Ivana Rada, che In una lettera al governo hanno  affermato che le disposizioni previste dal ddl “ potrebbero comportare una grave regressione, alimentando la disuguaglianza e la discriminazione basate sul genere, e privando le vittime di violenza domestica di importanti protezioni”.

Nel frattempo, la petizione promossa su Change.org da D.i.Re Donne in rete contro la violenza  ha già  raccolto centomila sottoscrizioni.

 

Il presidio Varesino è stato promosso da  D.i.Re Donne in rete contro la violenza ed EOS-centro antiviolenza di Varese insieme a:

Donna Si-Cura; Icore, Rete Rosa-Saronno, Consigliera Di Parita’, Cgil, Uil, Nonuna Di Meno-Varese, Se Non Ora Quando-Varese, Donne In Nero-Varese, Fidapavarese, Nazione Umana, Arci-Varese, Arcigay-Varese, Anpi-Provinciale, Anpi sezione Varese, Partito Democratico, Liberi E Uguali, Potere Al Popolo, Un’altraStoria, Colce, Sharazade.no pillon

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