“Siamo noi il futuro e non c’è futuro senza istruzione”. Intervista al collettivo Carpe Somnium.

In tutta italia cresce la mobilitazione studentesca e anche a Varese studentesse e studenti fanno sentire la loro voce. Abbiamo fatto qualche domanda alle/ai ragazze/i che animano il collettivo “Carpe Somnium” per farci spiegare le ragioni del loro impegno e le tematiche su cui si concentra la loro azione. Il prossimo appuntamento è per sabato 24 novembre, dalle 14, in piazza xx settembre per un presidio sul tema del  diritto allo studio, con l’orizzonte di costruire una rete studentesca cittadina capace di promuovere le istanza di studentesse e studenti. 

 

Cos’è il collettivo “Carpe Somniun”? Com’è nato?

Carpe Somnium nasce ad aprile 2018 su iniziativa di alcune studentesse del liceo classico « E. Cairoli »come luogo di incontro attraverso cui riportare la democrazia e il dialogo nei luoghi della formazione. Il suo nome, Carpe Somnium (« Cogli il sogno », da una poesia di Gianni d’Elia), vuole sfatare ciò che troppo spesso i giovani di oggi si sentono ripetere, cioè di essere una generazione nata disillusa e senza sogni, che si adagia alla realtà politica e sociale che la circonda. Siamo ovviamente apartitici e ci piace raccogliere e ascoltare idee diverse (che dibattito ci sarebbe altrimenti?)

Quali sono i vostri obiettivi ?

Il nostro obiettivo principale è quello di creare un senso civico negli studenti attraverso il dibattito, di concepirci come cittadini consapevoli prima che semplici « contenitori » da riempire di nozioni. In questi mesi ci siamo accorti che la voglia di informarsi c’è, ma spesso è l’imposizione scolastica a frenare il manifestarsi di questo interesse.

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Su quali tematiche siete attivi?

Il nostro lavoro procede principalmente su due piani: quello strettamente scolastico (parliamo di diritto allo studio, rappresentanza studentesca, statuto delle studentesse e degli studenti, alternanza scuola-lavoro…) e quello sociale (abbiamo aderito al Pride Varese per i diritti LGBTQI, collaboriamo con il centro antiviolenza EOS, parliamo di immigrazione, antifascismo, antimafia, ambiente…).

foto collettivo

Qual’è il tema che affronterete in occasione del 24 novembre?

Il 24 novembre, dalle ore 14, saremo in piazza XX settembre con un’assemblea pubblica sul diritto allo studio. Il nostro obiettivo è di creare una rete cittadina di studenti, in cui portare i problemi concreti dei nostri istituti e cercare di organizzare un piano comune per migliorare le nostre realtà scolastiche.

Perché per voi è un tema centrale?

Negli ultimi 10 anni sono stati sottratti 22 miliardi di euro all’istruzione (nel 2008 la spesa pubblica nell’istruzione era il 3,7% del PIL, mentre già nel 2015 era scesa al 3,3% con un’ulteriore riduzione annua del 0,05% fino a oggi) con ripercussioni molto negative sulla didattica e sul welfare studentesco. Parliamo del fatto che il 71 % delle scuole italiane non rispetta le regole anti-sismiche, il 58% quelle anti-incendio e il 33% è addirittura a rischio crollo, parliamo della spesa annua che ogni famiglia deve affrontare per i libri e i trasporti, parliamo di un’alternanza che non ha un codice etico che controlli le aziende presso cui vengono mandati gli studenti e che grava in toto economicamente sulle famiglie. Vogliamo ripartire dal basso, dalle necessità e dalle proposte degli studenti per creare una scuola migliore.

Cosa pensate della attuale situazione politica e sociale ? Quale contributo possono dare gli studenti?

Il problema di questa fase storica è proprio il non fare affidamento sui giovani, considerarli eterni immaturi e dire « ma che ne sapete voi ? », quando invece siamo noi il futuro e non c’è futuro senza istruzione. Gli studenti devono invece dimostrare il contrario, hanno il compito importantissimo di creare una nuova cultura democratica basata sul ricominciare ad ascoltarsi e a parlare.

 

diritto allo studio

 

Andrea

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