L’Importante è Sapere – La prevenzione HIV in piazza a Varese

Sabato 1 Dicembre, ricorre la giornata mondiale per la prevenzione HIV. Per l’occasione, ARCI Gay Varese,  sarà presente in Piazza della Repubblica (Varese)  con ‘L’importante è saperlo’, evento orientato alla prevenzione. Durante la giornata, sarà infatti possibile effettuare gratuitamente e in via del tutto anonima, un test HIV Capillare e ottenere il risultato in pochi minuti. 

Come spesso accade, gli argomenti considerati troppo ‘spinosi’ vengono messi un po’ da parte, quasi nascosti sotto ad un tappeto. Per la prima volta in 30 anni, la Giornata mondiale per la prevenzione HIV, passa sotto l’assordante silenzio istituzionale e la crescente opinione, che il virus ormai sia sconfitto e facilmente controllabile.
I dati, tuttavia, testimoniano l’esatto contrario, restituendoci una fotografia ben poco entusiasmante della situazione Italiana. Nonostante il lieve calo del numero di contagi registrato fra il 2012 e il 2015, si registrano comunque annualmente circa 3400 nuove infezioni (con maggiore incidenza nella fascia di età fra i 25-29 anni), trend rimasto costante anche per il 2017. Quello che preoccupa maggiormente, invece, è il così detto ‘sommerso’, ovvero gli individui che non sono consapevoli di aver contratto il virus.
Secondo le stime, i casi oscillano fra i 30.000 e i 15.000, mentre le infezioni in stato avanzato e non diagnosticato, sarebbero circa 6.000.

La provincia di Varese, si mantiene fedele al trend nazionale, registrando per il 2018 circa 53 casi di contagio diagnosticati, seguendo la media costante dal 2012 di quasi 1 contagio a settimana.

Nonostante, numeri alla mano, la grande emergenza di fine anni 80 sia ormai lontana, quello che si registra è un progressivo e pericoloso deterioramento delle difese sociali, che avevano portato alla sensibile riduzione dei contagi. Il dato più allarmante, resta la scarsa cultura della prevenzione che prolifera fra le nuove generazioni, che percepiscono la minaccia dell’HIV come un lontano eco del secolo scorso. Le istituzioni, in questo contesto, sembrano completamente assenti, complici il ritiro dell’emendamento alla legge di bilancio che prevedeva la distribuzione gratuita di preservativi agli under 26 e la totale mancanza di una campagna di sensibilizzazione alla prevenzione.

In occasione dell’evento di Sabato 1 Dicembre, abbiamo avuto il piacere di raggiungere Giovanni Boschini, presidente di ARCI Gay Varese e di porgergli qualche domanda sull’argomento.

 Sebbene i numeri siano fortunatamente ancora lontani dal picco di fine anni 80/inizio anni 90, negli ultimi anni si è registrato un lieve aumento dei contagi fra i giovani. Abbiamo davvero abbassato la guardia? È cambiata la percezione del virus fra i millenials?
Penso proprio di sì. Tra i giovani d’oggi c’è meno consapevolezza e il sesso non protetto è ancora diffuso se non addirittura richiesto. Non c’è la percezione del rischio delle IST, né sufficiente informazione, e di questo le istituzioni hanno una grande responsabilità. Negli eventi che facciamo spesso i giovanissimi non sanno nemmeno cosa voglia dire la parola “AIDS” e questo è significativo.
Secondo le ultime statistiche, circa 6 mila italiani sarebbero in una fase di infezione avanzata non diagnosticata. Le diagnosi tardive, sono da imputarsi allo stigma sociale che rappresenta ancora il virus o ad una mancanza di sensibilizzazione al problema?
Probabilmente a entrambe le cose. Molte persone temono di scoprire di essere sieropositive e quindi in un certo preferiscono non sapere. O meglio, temono la reazione della società. E quindi si tende a procrastinare il test. Abbiamo avuto a che fare con utenti che temevano di essere scoperti dai parenti e quindi di dover rompere i rapporti famigliari.
Dall’altro lato, soprattutto nei più giovani, si pensa che il preservativo a volte sia quasi inutile, una cosa che ci si può risparmiare. Non passa il messaggio che proteggendosi è possibile avere una vita sessuale salutare.
L’evento di sabato è intitolato ‘l’importante è saperlo’. Nonostante i progressi della ricerca, c’è ancora chi preferisce restare nel dubbio?
Sì, come detto prima molte persone tendono a procrastinare il test per vari motivi, soprattutto legati alla paura dello stigma sociale. Invece il messaggio che cerchiamo di far passare noi è semplice: prima si sa, prima si inizia la terapia e si abbatte la carica virale. Con la carica virale azzerata diventa molto difficile anche trasmettere il virus ad altri e si riesce a tenere il proprio stato di salute sotto controllo.
Secondo te, che ruolo hanno giocato i media sulla percezione del virus? Testimonial ‘eccellenti’ come Magic Johnson, invece di sensibilizzare le nuove generazioni alla prevenzione, possono aver suscitato l’effetto contrario, cioé trasmettere che ormai l’HIV sia facilmente curabile?
I media a mio avviso hanno avuto e hanno ancora un ruolo determinante sulla percezione del virus, e spesso purtroppo viene trasmesso un messaggio negativo o poco oggettivo. Ad esempio l’alone viola degli anni ’80 è stato uno spot che è rimasto talmente impresso tanto da aver alimentato lo stigma nei confronti delle persone sieropositive. E in tempi più recenti non va meglio: spesso si identificano le persone sieropositive come dei veri e propri untori, dipingendo l’HIV come una terribile malattia dalla quale non si può uscire vivi.
In un’altra prospettiva, invece, spesso passa il messaggio che l’HIV sia facilmente curabile e quindi qualcuno pensa di non dover usare precauzioni, in fondo non si rischia nulla. In realtà come sappiamo anche se i progressi sono stati enormi, l’HIV rimane un’infezione cronica e non dimentichiamo che il preservativo protegge da tantissime altre IST (infezioni sessualmente trasmissibili).
Quali altre iniziative avete in programma?
Il nostro comitato territoriale si occupa specificatamente delle province di Varese e Como. Il 1° dicembre saremo in Piazza Repubblica a Varese con i test HIV rapidi, anonimi e gratuiti. Un’ottima occasione per conoscere il proprio stato sierologico. Abbiamo anche stretto una partnership con Grindr, la popolare app di incontri gay, per la diffusioni di messaggi broadcast che invitano a fare il test dell’HIV.
Inoltre, stiamo sviluppando un gruppo salute e siamo sempre alla ricerca di nuove volontarie e nuovi volontari. Chi volesse farsi avanti può sempre mandarci una mail a varese@arcigay.it.
Simone

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...