La rivista online Cinequanon e la recensione di Santiago Italia

Il film che Filmstudio 90 vi suggerisce questa settimana è SANTIAGO, ITALIA, il ritorno al documentario di un ispirato Nanni Moretti, presentato in chiusura del 36° Torino Film Festival poche settimane fa.

Il lungometraggio (durata 80′) racconta, attraverso le parole dei protagonisti e i materiali dell’epoca, i mesi successivi al colpo di stato dell’11 settembre 1973 che pose fine al governo democratico di Salvador Allende in Cile, e si concentra in particolare sul ruolo svolto dall’ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet, consentendo poi loro di raggiungere l’Italia. (fonte Cinematografo.it)

Per approfondire la presentazione del film prendo in prestito le parole di Alessandro Leone, regista, sceneggiatore e critico cinematografico, che ha recensito il film per la rivista online Cinequanon.

Ma prima facciamo un passo indietro… che cos’è Cinequanon? E come si collega a Filmstudio 90?

La spiegazione la troviamo sul sito cinequanon.it, nella sezione “Chi siamo“:

“Il gruppo di redazione nasce dall’esperienza della storica rivista cartacea Cinequanon, creata nel 1995 da una costola di Filmstudio 90 e per anni supportata dalla passione di tanti collaboratori, che non hanno mancato di firmare per noi i propri sguardi su cinema e dintorni.

Parte di quella redazione è oggi affiancata da giovani leve, nativi digitali, che nel magma audiovisivo si muovono con naturalezza, passando dagli schermi delle sale ai link della rete, sperimentando accostamenti curiosi tra reperti di pellicola volata via dagli ultimi proiettori 35mm e i nuovi impianti pronipoti delle prime immagini elettroniche.

Il team che ha pensato e costruito la piattaforma Cinequanon online aspira a intrecciare con altrettanta naturalezza punti di osservazione diversi e originali, invitando alla stessa tavola giovani e meno giovani, aspiranti critici e militanti di vecchia data, pensando tanto all’approfondimento quanto all’intuizione di un Twit. Un luogo forse imperfetto dove discutere di cinema, ma sicuramente partecipato.

Quindi un’esperienza editoriale di settore nata, cresciuta ed evolutasi a Varese!”

Ritornando a SANTIAGO, ITALIA, Alessandro Leone osserva come “Moretti propende per asciugare il racconto, utilizzando poco archivio a vantaggio di una narrazione plurale (…). Una corale che si fa testimonianza mai retorica, rievocando prima l’euforia per la realizzazione di un sogno, poi l’angoscia dei bombardamenti sul palazzo del parlamento, le epurazioni, i giorni dello stadio fatto prigione, le vessazioni, le morti, le fughe disperate verso le ambasciate estere. Moretti è abile nell’interlocuzione, tenendo sempre l’equilibrio tra racconto storico e restituzione emotiva, senza nascondersi dietro la macchina da presa e prendendo decisamente posizione (…)”

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Nel raccontare come “i nostri diplomatici difesero i richiedenti asilo che scavalcavano le mura dell’ambasciata rischiando la pelle” il regista mette in luce la grande propensione degli italiani all’apertura solidale, all’accoglienza senza calcoli, e il paragone sconcertante con “la voce popolare che (oggi) dichiara guerra agli invasori africani.”

Qui il link alla recensione completa di Alessandro Leone.

Per chi volesse visionare il film in sala, restano ancora tre proiezioni a Filmstudio 90 (Varese, via de Cristofis 5). Sabato 15 alle ore 20.30, domenica 16 alle ore 17.30 e lunedì 17 alle ore 21.

(L’ingresso è riservato ai soci. Se non siete anche tesserati, ricordate di fare richiesta di tesseramento almeno 24 ore prima della proiezione! Più informazioni al link http://www.filmstudio90.it/tesseramento/)

Gabriele Ciglia

Filmstudio 90

p.s. Personalmente, all’inizio non capivo a cosa si riferisse il nome della rivista, anche se mi suonava molto familiare. Non riuscivo a risolvere il “rompicapo”, al punto che ho dovuto chiedere una spiegazione. 

(Questa aggiunta potrebbe essere superflua per molti, ma mi sento di condividerla con voi…)

Prendiamo la formula latina “condicio sine qua non”, che designa la condizione senza la quale non si può verificare un evento. Leghiamola alla parola “cinema”. E otteniamo “Cinequanon. Il luogo imperfetto dove discutere di cinema”.

cinequanon

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